Archivio Autore di Progetto Comune online

29
mag
11

Casandrino sceglie la continuità

Di: Pierfrancesco Picardi

È stato un mese infuocato quello della recente campagna elettorale per le amministrative a Casandrino. Una competizione dai toni avvelenati, in cui ne abbiamo viste di tutti i colori. Dai volteggi di libri di poesie lanciati per aria da un palco (è sempre meno faticoso che leggerli) allo spumante stappato prima ancora di accaparrarsi il primo gradino del podio (rito immancabilmente foriero di cattiva sorte). Due candidati sindaci si sono fronteggiati invocando per sé e per le rispettive liste civiche il verdetto dei cittadini elettori e quel verdetto è stato inequivocabile. Antimo Silvestre e gli undici consiglieri eletti con la lista Alleanza nei Valori saranno maggioranza per la prossima consiliatura. La squadra di Rinnovati Casandrino, pur fiduciosa nella “vittoria finale” fino a poco prima degli scrutini, al punto da apparire tracotante, ha fatto “flop”, un tonfo la cui eco non sembra essersi ancora spenta.

Sarà dai banchi dell’opposizione che il consigliere Alfredo Di Lorenzo redigerà la querela contro questo giornale, già più volte ventilata nelle settimane prima del voto. Giacché riteniamo Di Lorenzo una persona coerente, siamo certi che provvederà ad estendere la denuncia anche agli agenti delle forze dell’ordine che nel ’91 stilarono l’informativa sulle infiltrazioni camorristiche nel comune di Casandrino.

E, se non il Presidente Emerito Francesco Cossiga (per morte del reo), almeno coinvolgerà l’allora ministro dell’Interno Scotti, che quel provvedimento di scioglimento lo firmò. Costoro evidentemente concordavano sul fatto che in quegli anni Casandrino attraversasse (al di là delle responsabilità personali, nel merito delle quali nessuno qui si è addentrato)  una stagione politica segnata “dalla commistione politica-malaffare”.  Ergo, meritano quanto noi di risponderne davanti alla magistratura.

Querele volanti a parte, la minoranza ha già provveduto ad affiggere un manifesto di ringraziamento all’elettorato dai toni che appaiono fin troppo concilianti per chi aveva promesso davanti alle telecamere di erigere fantomatiche “barricate” (si spera solo metaforiche) a difesa del paese minacciato dalla mala politica di Silvestre e dei suoi.

Ciò premesso va rilevata la discreta e forse inaspettata affermazione personale di Di Lorenzo che, pur non potendo vantare la presenza in lista dei cavalli di razza che hanno tirato la volata per la vittoria di Alleanza nei Valori, ha dimostrato comunque di disporre di un ampio bacino elettorale al quale attingere.

Le cifre però, come si diceva in premessa, parlano chiaro. Con 4075 voti i casandrinesi riconfermano la fiducia nella compagine guidata da Antimo Silvestre, chiedendo la prosecuzione dell’attività amministrativa bruscamente interrotta dall’insano gesto dei famosi 5 dimissionari.

Anche per il neoeletto sindaco il compito da svolgere si preannuncia del resto tutt’altro che agevole. Posto che le deleghe  assessorili saranno assegnate, come vogliono alcune indiscrezioni, ai cinque candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze, potrebbe rivelarsi necessario,  in un futuro non troppo remoto, tenere a bada le ambizioni di qualche puledro recalcitrante.

Si spera che la concreta azione amministrativa di cui Casandrino ha bisogno non sia anche stavolta pregiudicata da repentini cambi di casacca o dagli esasperati personalismi che hanno caratterizzato la recente politica locale. Complicazioni queste in parte fisiologiche quando la scena pubblica assiste alla scomparsa dei partiti a favore delle liste civiche costruite secondo criteri di puro calcolo elettorale. È il principale motivo che ci spinge ad auspicare il ritorno nella nostra cittadina, superata questa interminabile fase di transizione, di formazioni politiche più omogenee e dai contorni meglio definiti.

Nell’immediato però ciò che i casandrinesi si aspettano dal nuovo esecutivo è molto più semplice. Risposte chiare e rapide a problemi impellenti: tributi, verde pubblico, spazzatura, politiche giovanili, vivibilità generale del paese sono solo alcune delle questioni con le quali dovrà cimentarsi la nuova giunta.

29
mag
11

Elezioni Amministrative

29
mag
11

Aspettando la querela

Gentile direttore, da sette anni mi onoro di collaborare con questo giornale, mai fino ad ora, ho sfruttato questa possibilità per dirimere questioni personali. Mio malgrado mi vedo costretto a infrangere questa consuetudine.

La campagna elettorale appena conclusa è stata caratterizzata da toni quanto mai duri, condita da accuse e veleni. In questo turbine di minacce e diffamazioni, purtroppo sono rimasto coinvolto anche io, per un articolo pubblicato nella scorsa edizione dal titolo “Una corsa a due” (disponibile al sito del Centro Culturale Casandrino, nella sezione “giornale online”), nel quale esprimevo delle considerazioni politiche su una fase storica conclusasi molto male per il nostro paese, senza rivolgere accuse né offese a nessuno ne tantomeno attribuire responsabilità di sorta per i fatti verificatisi in quegli anni.

Per queste mie valutazioni, ho ricevuto offese ripetute dal signor Di Lorenzo, candidato alla carica di Sindaco della lista “Rinnovati Casandrino”, il quale, prima mi  dava dello “scribacchino”, durante il comizio dell’otto maggio, per poi rincarare la dose, qualche giorno dopo, nel corso di un video confronto realizzato da una web tv locale, durante il quale sollevava dubbi sulla mia conoscenza della lingua italiana, e mi accusava di avere avvelenato il clima della campagna elettorale,  pretendendo che il Sindaco uscente (poi riconfermato) Silvestre gli porgesse delle scuse per il contenuto di quell’articolo, fatto per me assai grave e offensivo, perché sottintendeva la convinzione che io avessi scritto quel pezzo sotto altrui dettatura. Per poi concludere in bellezza, si fa per dire, minacciando querele se quelle famose scuse non gli fossero state porte.

Tralasciando le mie considerazioni personali sulle competenze letterarie e sullo stile del signor Di Lorenzo, credo sia necessaria qualche breve riflessione.

Appare evidente come si sia strumentalizzato un articolo attribuendogli contenuti e significati completamente diversi da quelli reali, al fine di giustificare una campagna diffamatoria portata avanti dalla lista “Rinnovati Casandrino” attraverso volantini fatti circolare per il paese in cui si lanciavano delle accuse a diversi candidati della lista “Alleanza Nei Valori”. Cosi come evidente è il tentativo di intimorire il sottoscritto e la redazione di Progetto Comune attraverso la minaccia di un’improbabile querela, intento, quest’ultimo, decisamente fallito.

Progetto Comune è da ventuno anni una voce libera di questo paese che contribuisce al dibattito politico e culturale offrendo spunti di riflessione che ne arricchiscono la democrazia, e resterà tale.

Per le ragioni appena illustrate mi aspetto delle scuse pubbliche dal signor Di Lorenzo, al contempo lo esorto, se ritiene di essere stato da me offeso o diffamato, a dare seguito ai suoi intenti procedendo per via legale.

 Il Presidente del Centro Culturale Casandrino

VINCENZO SILVESTRE

29
mag
11

Referendum: 4 si per dire no

Di: Pasquale Del Prete

In occasione del prossimo Referendum Day del 12 Giugno 2011 , ci dovremo esprimere su quattro quesiti.

Di seguito, vi presentiamo in maniera sintetica i quattro referendum abrogativi su cui saremo chiamati ad esprimerci ma prima una doverosa premessa: è indispensabile ricordare che, per legge, affinché i referendum abrogativi abbiano effetto, occorre che la percentuale dei votanti raggiunga il 50% più uno degli aventi diritto al voto (il cosiddetto quorum).

Essendo abrogativi, se volete ad esempio dire no al nucleare, OCCORRE VOTARE SI, ci raccomandiamo, sembra incoerente ma è cosi’, si dice SI all’abolizione del decreto-legge

Il primo quesito riguarda il “legittimo impedimento”, cioè l’istituto giuridico che permette all’imputato in un processo di giustificare, in alcuni casi, la propria assenza in aula, ed è quello che ha le conseguenze politiche più rilevanti, dal momento che è stato indetto per abrogare la legge che porta il suo nome. A presentare il referendum è stato il partito dell’Italia dei Valori. Il quesito su cui saremo chiamati ad esprimerci è il seguente:

“Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.

Il secondo quesito, particolarmente lungo e articolato, presentato sempre dall’Italia dei Valori, punta ad abrogare la norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare. E’ il cosiddetto ‘referendum sul nucleare’, tema oggi giorno particolarmente scottante, dopo quanto accaduto a seguito del terremoto in Giappone. Il quesito su cui saremo tenuti ad esprimerci, in parte schematizzato, suona più o meno così:

“Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?”.

Gli ultimi due quesiti si occupano della privatizzazione dell’acqua: uno in particolare riguarda le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Il testo del quesito è il seguente:

“Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.

Il quarto e ultimo quesito riguarda sempre la privatizzazione dell’acqua e in particolare la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene chiesta una parziale abrogazione della norma:

“Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”.

Abbiamo la sensazione che in cabina referendaria regnerà assoluta confusione, sia per i testi veramente criptici dei quesiti (vi sfidiamo a capirli veramente in dettaglio) sia per il fatto che sono abrogativi e qui vi ricordiamo che se volete ad esempio dire no al nucleare, occorre votare si.

29
mag
11

Inaugurata la nuova sezione idv a Sant’Antimo

Di: Gaetano Ciccarelli

In via Cardinale Verde 11 di Sant’Antimo, il giorno 20 Maggio, è stata inaugurata la nuova sezione dell’Italia Dei Valori (che è stata intitolata a Giuseppe Di  Vittorio, uno dei più autorevoli esponenti del sindacato italiano del dopoguerra), che si è spostata dalla vecchia sede di via Caserta. Numerose le persone accorse a questo evento cui hanno partecipato importanti figure politiche locali e regionali.

Il primo a prendere la parola è stato il Presidente Onorario Giovannantonio Pasquale che ha ringraziato tutti gli invitati per la partecipazione ed ha incoraggiato tutti i ragazzi della sezione a continuare sulla strada intrapresa sottolineando il fatto che essa è per la maggior parte composta da giovani e giovanissimi. In seguito hanno preso la parola i vari invitati (fra i presenti non figurava l’on. Nicola Marrazzo, assente per motivi personali, che comunque ha inviato i suoi auguri), tra i quali il neoeletto sindaco di Casandrino, Silvestre Antimo, il consigliere regionale Sala, il senatore Lorenzo Diana ed il segretario regionale Aniello Formisano.

Tutti hanno rilevato che la giovane età media dei ragazzi del partito (che in effetti, rappresenta un dato che va controtendenza) può rappresentare un punto di forza per un cambiamento della politica locale, tanto che il senatore Diana ha definito questo giorno addirittura storico.

L’intervento del segretario della sezione Giuseppe Italia ha poi ricordato le varie iniziative intraprese nel corso del periodo di vita della sezione, come la raccolta firme per i referendum contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua ed il legittimo impedimento, la denuncia della presenza di ratti nelle scuole locali, l’opera di rifacimento dei marciapiedi in corso Italia (che non consentivano ad un disabile in carrozzina di transitare autonomamente), etc. Molto sentito è stato anche il discorso del coordinatore giovanile Di Matteo Francesco, il quale ha citato un discorso di Gramsci, che a suo dire è stato motivo di forte riflessione da parte sua e che lo ha portato nel mondo della politica alla giovane età di diciassette anni.

Anche lui ha elencato diversi impegni intrapresi dalla sezione giovanile (primo fra tutti l’originalissimo “raccogli lamentele”, il cui obiettivo era quello di coinvolgere i cittadini i quali ponevano le loro problematiche ai ragazzi del partito, e questi li riproponevano in Comune).  Francesco ha poi concluso il suo acceso discorso sottolineando l’importanza della giustizia e della legalità. Infine i ragazzi del partito hanno offerto un buffet che ha sancito la fine dell’evento che si presenta sicuramente come una nuova alba nella politica santantimese.

29
mag
11

Wiki

Di: Mario Landolfo

Wikipedia è l’enciclopedia libera per antonomasia. Multimediale e multilingue al cui sviluppo può collaborare chiunque, è gestita da utenti volontari ed è autofinanziata.

Wikipedia è probabilmente uno dei progetti più incredibili, eccentrici ed assurdi nello stesso tempo: si tratta della creazione attraverso la rete de “L’enciclopedia gratuita universale quale risorsa di apprendimento” (The Free Universal Encyclopedia and Learning Resource).Per raggiungere questo scopo, l’idea di base è quella per cui chiunque può partecipare, modificare e cancellare i contenuti previsti o in essa contenuti. La motivazione è quella di condividere il sapere (il proprio sapere). Lungi dall’essere il perfetto modello da adottare sulla rete, crediamo che abbia molto da insegnare. Una rete ipertestuale praticamente infinita, con la possibilità di avere a disposizione una navigazione a rete oggi difficile da trovare.È, in altre parole, la concreta realizzazione del concetto di Rete, inteso in senso assoluto.La continua evoluzione e moltiplicazione di contenuti e lingue ha portato Wikipedia ad avere una sezione addirittura in sardo, siciliano e friulano.

Wikipedia non è un progetto nato casualmente ma è stato avviato/creato nel gennaio del 2001 in inglese, a seguito di contatti fra Larry Sanger e Ben Kovitz, ed anche grazie all’impegno di Jimbo Wales, che mise a disposizione i server necessari per l’esperimento.

La fase sperimentale è stata ben presto seguita da una fase di grande sviluppo che ha visto con l’andare del tempo un rapido incremento di utenti registrati (nel giugno del 2004 si contavano circa 7.500 nella versione in lingua inglese, mentre nella versione in italiano se ne contavano più di 1.100) ed una vertiginosa impennata del numero di articoli prodotti (gratuitamente e collaborativamente), che ha ampiamente superato i 500.000 (escludendo dal computo i redirect e le pagine stub).

Il 22 settembre 2004 Wikipedia nel suo complesso (in tutte le sue oltre 100 lingue) ha superato il milione di articoli.Wikipedia usa software libero, cioè ispirato dalle riflessioni di Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation, il quale fu probabilmente il primo a teorizzare l’esigenza di avere anche una enciclopedia completamente libera.Alcune persone hanno forti reazioni nei confronti di Wikipedia. Alcune vengono catturate istantaneamente, e amano l’idea; altre trovano l’idea così assurda da non meritare nessuna seria considerazione.Ci sono diverse critiche comuni al progetto Wikipedia, alle quali si è cercato di dare una risposta.Molte delle critiche rivolte a Wikipedia non sono relative solo ad essa, ma sono dovute al fatto che essa è, alla fine dei conti, un wiki.
Molte di queste obiezioni sono state avanzate ad altri siti wiki.Di fondo sta il problema che nessuno può conoscere tutto, quindi la condivisione dei saperi spesso porta all’affermazione come corretta di qualcosa che non è confutabile, solo sulla base della buona fede degli internauti. Recentemente molti esperti hanno smascherato false biografie su Wikipedia, false notizie storiche, date errate negli accadimenti passati e altri tipi di imprecisioni che, seppur minime a volte, ci fanno capire con quanta attenzione va considerato l’immenso contenuto libero e gratuito dell’enciclopedia più famosa del mondo.

Anche se in effetti si tratta di una comunità molto grande (migliaia di utenti attivi ed una quantità impressionante di articoli e informazioni), i server di wikipedia sono relativamente piccoli: una decina di computers (due database e qualche server web), posti in un angolo della stanza che ospita i servers di Bomis.com.Il progetto è finanziato principalmente da una persona oltre all’apporto di donazioni volontarie.All’inizio dell’avventura (il primo anno) Wikipedia contava su un solo dipendente, mentre ora i servers sono gestiti da una singola persona part-time, anche questo su base volontaria.La versione corrente del software è stata scritta principalmente da un solo programmatore, ma un team di volontari continua a tenerlo aggiornato migliorandolo progressivamente.Insomma, la collaborazione di tutte le anime di buona volontà ha dato vita al più grande progetto sul web della storia di internet. Nessuno è retribuito, nessuno che riceva una targa come “impiegato del mese”, a queste persone basta essere coscienti di far parte di una rivoluzione per il bene di tutti.

Sono state molte le voci secondo cui Wikipedia era prossima alla chiusura per mancanza di fondi necessari. Sullo stesso sito c’era un appello del fondatore per una raccolta fondi, a sostegno del software libero e indipendente. Fatto sta che per ogni esigenza, per ogni curiosità, per ogni necessità, abbiamo ed avremo sempre un riferimento non perfetto, ma che sicuramente sa darci sempre una risposta a qualsiasi domanda.

Non esiste una pronuncia ufficiale, una breve indagine tra i wikipediani italiani, ha portato alla luce che ognuno la pronuncia a modo suo.Le pronunce finora note
sono:

uichipedia

uichipedìa

uaichipedia

vichipedia

vichipédia

vichipedía

uaichipìdia

29
mag
11

La moltitudine del Comicon

Di: Daniele Coppola

Anche quest’anno da ogni parte del sud Italia, migliaia di appassionati si sono riversati alla mostra d’oltremare per partecipare alla mostra di fumetti e gadget più importante del mezzogiorno, il comicon.

Anche quest’anno il comicon ha avuto una doppia location, Castel Sant’Elmo, dove però erano presenti per lo più editori, e la mostra d’oltremare dove erano presenti gli stand dei vari negozi di fumetti che vendevano gadget, dvd, manga e tutto quanto riguarda il mondo dell’animazione nipponica e americana.

Come l’anno scorso, il comicon è stato accompagnato dal gamecon, dove i ragazzi potevano sfidarsi a “street fighter” o a “Pro evolution soccer”, tutto rigorosamente su consolle playstation 3. Non è comunque mancato l’angolo dedicato alla nintendo wii.

Come ogni anno c’è stata la sfilata del cosplayer, da citare i protagonisti di Naruto, One piece, Bleach, Alice in Wonderland, Sailor Moon, Lamù e gli onnipresenti personaggi de I pirati dei caraibi oltre a una splendida Lady Oscar accompagnata da Fersen.

Ecco la lista completa dei vincitori del contest: Premio Geppetto per il miglior accessorio a: Erza Scarlett Titania e Natsu Josey da Josey TailPremio Physique du Rôle a: con Derek Zoolander e Hansel da ZoolanderPremio Vesuvio per la simpatia più esplosiva a: con Dante, Nero e Rachel Berry da Devil May Cry e gLeePremio Vintage per il Cosplay più retro a: con re Chuck, Guybrush e Stan da Monkey IslandPremio Speciale Animeboarders a: Sovereign Armor da Fly For FunPremio Make Up a:Sally  da Nightmare Before ChristmasPremio O sole mio per la migliore interpretazione a: con Joker, Catwoman, Batman, Mister Clown da BatmanMiglior Coppia a con Kilik e Xianghua da Soul Calibur 4Miglior Gruppo a: Francesco Joker, Scarecrow,Riddler, Red Hood da Batman Arkham AsylumMiglior Costume Maschile a: Kamui Gakupo da VocaloidMiglior Costume Femminile a: Kirari Tsukishima da Kirari RevolutionPREMIO SPECIALE GIAPPONEFlaviano Calenda con Visnu da Persona 2PREMIO SPECIALE EUROCOMICSGiulia Frontalini con Astarotshe da Trinity Blood

Aspettiamo con ansia il comicon 2012.

24
apr
11

Casandrino al voto

24
apr
11

quelli che ci provano

24
apr
11

Una corsa a due

di: Vincenzo Silvestre

A meno di un mese dalle elezioni si scoprono le carte e non mancano le sorprese!

Due le liste in campo a contendersi il consenso popolare. Da una parte la corazzata “Alleanza nei Valori” guidata dall’inossidabile Antimo Silvestre, ormai alla sua terza edizione; dall’altra “Rinnovati Casandrino” con a capo una vecchia conoscenza, Alfredo Di Lorenzo, già Sindaco nel 1990(esperienza finita molto male per lui e per il paese).

Dando una rapida occhiata alle liste ci si accorge subito che mancano all’appello alcuni protagonisti della politica locale.

Il primo assente è Volpe, Consigliere Comunale nelle ultime tre consiliature e aspirante Sindaco nella scorsa tornata elettorale. Negli ultimi mesi correva voce di una sua ricandidatura. Indiscrezione a cui anche noi avevamo dato  credito nella scorsa edizione. Invece il Volpe, forse conscio delle scarse possibilità di riuscita di una sua lista, non si è ricandidato appoggiando (?) probabilmente la lista di Di Lorenzo.

Nelle liste non compaiono nemmeno Angelo Chianese e Salvatore Picardi, che erano stati tra gli artefici della caduta dell’ultima Amministrazione. Il primo nutriva malcelate ambizioni da Sindaco e avendo perso il sostegno dei suoi compagni d’avventura è rimasto fuori dai giochi; il secondo impossibilitato a candidarsi con “Rinnovati Casandrino”  (per ragioni di incompatibilità con il suo timoniere)  è rimasto al palo.

Infine manca completamente la famiglia Chianese. In realtà pare che ci fosse un accordo tra questa e “Alleanza nei Valori” (come confermato dallo stesso  Silvestre) per il quale avrebbero dovuto esserci due candidati della famiglia in lista. Accordo saltato, ufficialmente, per ragioni di opportunità politica, anche se i bene informati raccontano di una retromarcia dell’ultimo minuto di molti candidati “storici” che temevano una mancata rielezione dovuta anche all’imposizione (a parer nostro decisamente inopportuna) di chi, annusato il profumo di vittoria, ha inteso aggiungere  vagoni (tre) a un treno in procinto di raggiungere la meta.

Per quanto riguarda le presenze nelle  liste, “Alleanza nei Valori” riconferma in blocco i consiglieri rimasti con il Sindaco dopo le dimissioni  del gruppo dei cinque, ai quali si aggiungono Tauletta, Marrazzo Antonio e Castaniere,  candidati non eletti nel 2010, Di Virgilio, Pezzella Domenico, Credendino  (candidato con Volpe nel 2010) e infine i redivivi Silvestre Domenico (eletto con Silvestre nel 2005 e con Volpe nel 2010)  e Florindo D’Angelo già  consigliere di maggioranza e assessore nel precedente quinquennio.  Dal canto suo “Rinnovati Casandrino” risponde  con i consiglieri di minoranza uscenti Di Lorenzo William e Galdieri Alfredo, Francesco Mancino (candidato non eletto nel 2010), Giordano Agostino, Marrazzo Antimo, Lamanna Afrodite, Giordano Virginia, Grazioso Orazio, Di Donato Andrea, Di Matteo Ugo, Mallozzi Gennaro, Pagano Lorenzo, Di Marzo Antonio e Della Rossa Luca a cui si aggiungono i ribaltonisti Morelli Luca e Piccolo Tommaso.

I bookmakers  danno nettamente favorito l’ex Sindaco Silvestre,  forte di sei anni di amministrazione in cui molto si è lavorato (e tanto ancora c’è da lavorare) per annullare il gap che affligge il nostro Paese  e di una lista certamente meglio attrezzata sotto il profilo elettorale.

Intanto entra nel vivo la campagna elettorale e si moltiplicano gli incontri e le iniziative. Tra tutte ci ha colpito un inquietante manifesto, affisso all’indomani della presentazione delle candidature, nel quale si rivendicava con orgoglio la paternità di una stagione politica segnata dall’abusivismo e dalla commistione politica-malaffare, che di certo ha rappresentato il punto più basso mai raggiunto dalla nostra comunità. Amara costatazione del fatto che le battaglie politiche contro un sistema di potere fondato sul clientelismo e sull’illegalità, condotte negli anni ’90,  anche da questo periodico, non sono state sufficienti a immunizzare completamente questo paese da alcuni virus. Di sicuro uno sprone per noi a tenere alta la guardia nei confronti di certi fenomeni.

24
apr
11

UNA VITA PER IL CALCIO

di: Pierfrancesco Picardi

Si intitola “Casandrino nel pallone, non solo… Calcio. Dalle origini agli anni ’80” il libro scritto da Pasquale Pezzella e presentato domenica 10 aprile nella Sala Consiliare. Il volume, a cura del Centro Culturale e patrocinato dall’Amministrazione Comunale rappresenta un’idea assolutamente originale e inedita per la nostra cittadina.

Raccontare la storia del calcio locale, con i suoi personaggi, episodi, emozioni e numeri, il tutto condito da simpatici aneddoti, costituisce in fondo una forma di narrazione della storia (potremmo dire dell’epopea) di una comunità.

L’evento ha richiamato un foltissimo numero di appassionati e non, di diverse generazioni, accorsi anche stimolati dalla speranza di rivedersi e di rivivere gli anni della gioventù trascorsa tirando calci ad un pallone.

Al tavolo degli oratori siedono, oltre all’autore, Il Dott. Gregorio Di Micco direttore e fondatore del periodico “Campania Sport”, Carmine Dilettevole, esponente di spicco del Comitato Regionale Campano, il Prof. Nando Russo, protagonista indiscusso a vario titolo del calcio locale e il Sindaco uscente dott. Antimo Silvestre. L’emozione è palpabile tanto nel pubblico quanto negli interventi degli ospiti.

Intanto scorrono sul telo le foto delle squadre e dei personaggi di cui è intessuta la trama del libro; immagini che sospingono in un viaggio nel passato quanti conservano vive nella memoria le vicende immortalate.

La prefazione al libro è un’ode malinconica alla scomparsa del calcio dilettantistico dai cuori dei tifosi e degli appassionati, prima ancora che dai terreni di gioco.

Discorso ripreso dall’autore nell’introduzione, dove però si esalta rincipalmente la valenza formativa e sociale dello sport in tutte le sue sfaccettature. È inoltre qui chiaramente espresso l’auspicio di un rilancio del calcio locale grazie alla nascita recente di una nuova squadra nel nostro paese.

Segue il racconto preciso e puntiglioso (con tanto di tabellini e classifiche parziali dei campionati) della Casandrino calcistica, a partire dalle imprese pionieristiche degli anni ’60. Sfogliando le pagine è impossibile non essere catapultati in quel turbine di emozioni che è in grado di comprendere sino in fondo solo chi ha provato in prima persona il brivido di una sfida per il primo
posto in classifica, l’odore aspro di erba e terra che riempie le narici prima del fischio d’inizio, il fiato sospeso per un calcio piazzato negli ultimi minuti di gioco.

Non minore importanza è attribuita alla ricostruzione del contesto che fa da sfondo alle vicende prettamente sportive: l’autore costruisce una scenografia perfettamente affrescata dalle tinte che, lungi dall’apparire sbiadite dalla nebbia del tempo, appaiono vividissime ed attuali anche al lettore che, come chi scrive, è troppo giovane per ricordarle.

Una lettura consigliata quindi anche a quanti, se non altro per ragioni anagrafiche, non hanno sentito direttamente sulla propria pelle le vicende narrate.

Poco importa infatti l’età: grazie alla passione di cui Pezzella ha saputo impregnare questo lavoro, il calcio, in quanto metafora della vita, sarà sempre in grado di veicolare il suo messaggio senza tempo: un’esortazione all’abnegazione del singolo, l’esaltazione di valori quali la lealtà, la generosità, la solidarietà con il gruppo.

Un appello irrinunciabile e quanto mai attuale: impossibile allora non affermare con l’autore che “è questo il “miracolo” che  ha compiuto e compie lo sport.”

24
apr
11

RINCARO UNICOCAMPANIA:

di: Roberto Bianco

“E io pago!” (come diceva il famoso Totò): questa è la frase che verrebbe da dire, alla luce dell’aumento del costo dei mezzi pubblici, che viene a colpire direttamente noi Campani.

E’ infatti oramai noto a tutti che, dal primo Aprile, vi è stato un sostanzioso aumento del prezzo dei biglietti UnicoCampania, il consorzio che detiene, nella nostra regione, il monopolio dei mezzi di trasporto pubblici su gomme e su rotaie.

Nello specifico, veniamo ora a trattare in che modo le singole tariffe sono interessate del rincaro, indicando in parentesi la percentuale di aumento del prezzo:

-Il costo del biglietto orario valido per gli spostamenti urbani è passato da 1.10 € a 1.20 € (aumento del 9.09%);

-Il costo del biglietto orario valido per gli spostamenti nei comuni limitrofi di Napoli (tra cui la nostra Casandrino) è passato da 1.10 € a 1.60 € (aumento del 45.45%);

-Il costo dell’abbonamento mensile ha toccato la soglia dei 40€ per i residenti in città (con un aumento del 9%), ma per i comuni limitrofi, e quindi noi di Casandrino, raggiunge persino i 48 € (con un un aumento del 31.87%)

-Il costo dell’abbonamento annuale è passato invece da 251 € a 276 € per le aree urbane (l’aumento è del 9.96%), mentre per i comuni circostanti è passato a 330 € (l’aumento è del 31.47%)

Chi pensa che ad un aumento dei costi possa corrispondere un miglioramento della qualità del servizio resterà deluso: difatti, numerose linee di autobus sono state soppresse o in via definitiva, o per quanto riguarda i giorni festivi (per fare un esempio riguardante Casandrino, possiamo citare la linea A8, sospesa per l’appunto nei giorni festivi).

Inoltre va segnalata (ma quella è sempre stata presente) la frequenza di ritardi, guasti alle macchine e mancanza del personale, che continua a causare forti disagi a tutti coloro che, come studenti o pendolari, dipendono dai  mezzi di trasporto pubblico.

A Napoli e dintorni, le cose finiscono sempre col peggiorare, ed a pagarne le spese siamo sempre noi cittadini.

Questa ne è solo l’ennesima prova.

24
apr
11

GIAPPONE, UN PAESE IN GINOCCHIO

di: Annalisa Faro

11 Marzo 2011, ora Italiana 6.46, in Giappone la terra trema per 60 lunghi secondi. Il terremoto ha avuto epicentro a 150km dalla costa con magnitudo 8.9 (30.000 volte più forte di quello de L’Aquila) e con la sua potenza ha spostato l’asse terrestre di 10 cm causando un accorciamento del periodo della rotazione della terra di un microsecondo (un milionesimo di secondo). Il sisma ha generato uno tsunami (le onde hanno raggiunto anche i 10 metri di altezza) che ha letteralmente cancellato alcune città della costa, come la località costiera di  Minamisanriku, dove lo tsunami si è abbattuto con tutta la sua violenza.Il bilancio è tragico: si contano più di 6.911 morti e almeno 10.754 dispersi.

A causa di questa catastrofe, il Giappone si trova ad affrontare una situazione difficile in termini economici ma, soprattutto, in questi giorni si teme una “catastrofe nucleare”. Il mondo ha il fiato sospeso per quanto riguarda la situazione della centrale nucleare di Fukushima. Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Iaea) Yukiyo Amano è arrivato in Giappone per verificare personalmente la situazione di Fukushima. Nel suo primo commento ha definito la situazione “seria e grave”, tanto che uno dei primi provvedimenti messi in atto dall’Agenzia è stato l’innalzamento del livello di allarme da 4 a 5. Successivamente, però, è stata la stessa Iaea a concedere dei segnali confortanti: secondo Graham Andrew, consigliere tecnico dell’Agenzia, “la situazione si sta tranquillizzando”. Riscontri positivi sono arrivati dalla temperatura del guscio dove viene conservato il combustibile usato per il reattore.Alcuni esperti hanno affermato che per evitare una catastrofe atomica, l’ unica soluzione potrebbe essere quella di interrare l’impianto col cemento. Gli stessi però ribadiscono: “bisogna prima raffreddare i reattori”. Tokyo, frattanto, accetta i soccorsi da parte di decine di Paesi del resto del mondo. Gli Stati Uniti mettono a disposizione una autopompa militare per l’approvvigionamento idrico ai reattori danneggiati.

Da tutto ciò naturalmente scaturiscono conseguenze negative. Il Tokyo metropolitan water office ha rivelato che I livelli di iodio-131 nell’acqua del rubinetto che arriva da un impianto di depurazione sono oltre i limiti di legge per l’acqua potabile per I bambini ma ancora al disotto del livello massimo per gli adulti. Il ministero della salute ha chiesto di non utilizzare a Tokyo l’acqua del rubinetto come acqua potabile per i neonati. «Quindi, in sintesi, ci sono alcune positive indicazioni sul sito, restrizioni precauzionali nei dintorni del sito e per certi prodotti alimentari; e il monitoraggio dell’ambiente continua oltre le zone di evacuazione e in mare». Visto tutto questo, quanto è accaduto e sta accadendo e i dati forniti da lui stesso, la conclusione alla quale arriva lo special adviser dell’Iaea è sconcertante: «Nessun significativo rischio per la salute umana è stato identificato».La situazione è divenuta preoccupante anche nel resto del mondo al quale nube tossica si sta propagando. Essa ha ormai raggiunto l’Europa e, quindi, anche l’Italia. In questi giorni il livello di gravità della crisi nucleare nella terra del Giappone è passato da cinque a sette, equiparando così Fukushima a Chernobyl. Il presidente della Tepco, Tsunchisa Katsumata, fa il punto della situazione in conferenza stampa. Secondo il Presidente della società che gestisce l’impianto danneggiato dal terremoto di magnitudo 8.9 scala Richter, che lo scorso 11 marzo ha colpito il Giappone, ci vorranno circa tre mesi per cominciare a ridurre la radioattività.

24
apr
11

EMARGINAZIONE NELLA SOCIETA’ ODIERNA

di: Roberto Bianco

Ogni uomo, nella propria vita, è portato ad intrattenere rapporti interpersonali, che lo legano alle altre persone come un anello di un’immensa catena. Questa immensa catena prende il nome di “società”.

Nella maggior parte dei casi, le persone intrattengono con gli altri rapporti di tipo utilitaristico, evitando di legarsi a coloro che potrebbero provocare uno svantaggio al proprio “io”.

In questo modo, le persone si legano tendenzialmente solo ad altre persone più forti (per trarne vantaggio), o ad altre persone più deboli (per poterle utilizzare a proprio piacimento). Gli individui che sono ritenuti svantaggiosi alla propria persona vengono semplicemente trattati come ostacoli, e quindi scavalcati o abbattuti.

Di conseguenza, si deduce che la maggior parte dei legami interpersonali sono corrotti, e che vi sono alcune persone abbandonate dalla società, le quali definiremo con il termine di  “emarginati”.

Queste persone non hanno spesso la forza necessaria a reintegrarsi, e nessuno par essere disposto a dar loro un aiuto concreto, in quanto ciò comporterebbe uno sforzo considerevole, che non frutterebbe alcun guadagno materiale al “benefattore”.

Per la società è molto più facile abbandonare gli emarginati a sé stessi piuttosto che tentare di recuperarli. La maggior parte delle persone hanno una natura egoista: avare del proprio, avide dell’altrui, non concedono al prossimo nulla, se non le briciole del proprio banchetto.

Ciò implica che tutti coloro che non hanno alcun vantaggio concreto da offrire alla comunità e tutti coloro risultanti diversi dallo “standard” della società vengono a trovarsi al di fuori di essa. Prevalentemente, fanno parte di questa categoria i senzatetto, gli extracomunitari, persone affette da deficit fisici o mentali, malati terminali oppure persone soggette ad un pregiudizio della società, come ad esempio coloro che hanno preferenze sessuali particolari.

Gli emarginati che abbiamo preso sinora in considerazione non sono semplicemente “finiti fuori” dalla società, ma sono stati deliberatamente “espulsi” da essa.

Possono rientrare nella definizione di “emarginati” anche i “drop out”, sebbene essi si differenzino per un motivo fondamentale: hanno volontariamente deciso di escludersi dalla società, non condividendone la struttura e/o i princìpi morali.

Ed effettivamente il problema è proprio nella struttura stessa della società odierna e nei princìpi che essa promuove. Essa incita implicitamente alla competizione spietata, all’egoismo, al pregiudizio, all’utilitarismo. Paradossalmente, l’unica cosa che può cambiare questa situazione è la società stessa, o meglio, i membri che la compongono.

Sarebbe quindi opportuno un impegno collettivo da parte di tutti allo scopo di risolvere tale problematica. Purtroppo però, ciò non sarà possibile finché non si abbatterà il muro di egoismo ed ignoranza che è alla base dell’emarginazione.

A tal scopo lancio un appello a voi lettori nella speranza che, nel nostro piccolo, si possa pervenire a cambiamenti significativi, almeno nella nostra comunità.

24
apr
11

“Cip Cip”

di: Mario Landolfo

In italiano si dice “cip cip”, in  inglese “tweet tweet”; questo verso di uccellino racchiude in sé la terza forza delle idee del web: Twitter.

Twitter nasce soltanto nel Luglio 2006, ma ha ormai superato la soglia dei 100 milioni di utenti che cinguettano qualsiasi cosa, dai propri stati d’animo a dei link interessanti che si trovano in rete.Tecnicamente si chiama “piattaforma di social networking e microblogging”, in parole povere significa che utenti registrati si relazionano tra loro e si scambiano micro-messaggi, ognuno con lunghezza massima di 140 caratteri.

Questo ricorda ai nostalgici più accorti la lunghezza massima di caratteri di un vecchio sms, quando con i telefonini gsm si inventavano le abbreviazioni per scrivere parole più lunghe con meno caratteri (perché = xkè, più = +, meno = -, ecc..).

Quando noi ragazzi facevamo i conti sui caratteri per usare meno sms possibile (visto quanto costavano), evidentemente la società dietro Twitter ne ha fatto una filosofia di vita e ha realizzato così, dopo Facebook e Youtube, la terza forza del mondo del web.

Il trucco e il segreto sta tutto lì: 140 caratteri per dire tutto. Il web ci aveva abituati ai blog con articoli lunghissimi e anche a volte complessi, forum con contenuti chilometrici; Twitter si inserisce dicendo “hai 140 caratteri, di’ quello che vuoi!”.

Provateci vuoi stessi a dire qualcosa in massimo 140 caratteri, provate a riuscire a dare l’idea di un concetto in così poco spazio: è qualcosa di straordinariamente efficace.

Una battuta breve, una domanda secca o una freddura, un pensiero veloce o un’idea buttata lì; tutto  questo in soli 140 caratteri ha funzioni addirittura educative.

Giornalisticamente è un progetto validissimo, se pensiamo che nelle redazioni di tutte le testate giornalistiche si incaricano professionisti di scrivere articoli per un massimo di tot parole, per favorire l’impaginazione del

giornale.

In Twitter rendere un concetto in un pensiero così breve può diventare un grande cibo per la mente: provate a parlare della Divina Commedia in 140 caratteri, o di fare la cronaca di una partita di calcio; dovrete proprio essere maledettamente psicologicamente bravi!

Ulteriore punto di forza di Twitter, conseguenza del numero limitato e basso di caratteri disponibili, è la rapidità d’uso, bastano solo pochi secondi per twittare (create un tweet), fino a scrivere tweet dopo tweet tutto lo svolgimento delle proprie nozze in diretta (Dana Hanna, 23 dicembre 2009).

24
apr
11

L’odio e la paura

di: Gaetano Ciccarelli

La complicata ricerca d’equilibrio nei rapporti tra Islam e Occidente. L’autore, Antonio Ciccarelli, pone l’attenzione su una problematica dei tempi moderni attraverso un racconto che alterna con equilibrio finzione e realtà.

Gli attentati di Londra nel 2005 e le dinamiche interne ad Al-Qaeda costituiscono lo sfondo dove si innesta la storia tra Speranza, venticinquenne laureanda napoletana, e Yasser, sociologo economista egiziano. Le loro vite si incrociano per caso all’aereoporto di Capodichino e prendono a rincorrersi anche in virtù di un’inspiegabile forza d’attrazione tra i due, frutto di una conoscenza già avvenuta ottocento anni prima e conseguenza di una delle grandi convinzioni dell’autore stesso, ovvero la consapevolezza che l’amore può varcare ogni confine; non solo i confini spaziali (a cui la nostra mente è più abituata a pensare), ma soprattutto quelli temporali, quasi a sottolineare che è la realtà stessa ad essere soggetta alle regole dell’amore.

Un abisso temporale che, però, non ha eliminato la difficile convivenza fra culture differenti. Al contrario, ripropone lo scontro fra civiltà, esemplificato dalla deriva del fondamentalismo: se nel 1200 i Cristiani intraprendevano crociate in Medio Oriente per convertire “gli infedeli”, nel terzo millennio frange estremistiche islamiche, in nome di una salvifica jihad, pretendono di assoggettare il mondo all’Islam.

Ma, oggi come ieri, queste azioni sono soltanto il pretesto per sopraffare l’altro e acquisire una posizione di potere e di controllo del pianeta. Infatti, attraverso questo racconto, l’autore tende a sottolineare la differenza essenziale che c’è tra fondamentalismo islamico e terrorismo; termini spesso confusi, ma che in realtà sono sostanzialmente differenti in quanto i fondamentalisti sono soggiogati e utilizzati da coloro che sono animati da finalità criminali e terroristiche come manovalanza per inseguire i propri scopi sfruttando la fragilità e le condizioni poco abbienti di gran parte delle persone coinvolte.

Il libro, edito da “albatros”, ha una lunghezza di poco più di duecento pagine e, nello stile dell’autore, si presenta come un “crescendo” che raggiunge il culmine nelle pagine finali in modo da tenere il lettore col fiato sospeso fino alla fine.

Il presente, è il terzo libro scritto dall’autore, dopo “Il profumo della tua pelle” e “Petali di rose rosse”, ed anche questo come i precedenti è stato insignito dell’importante premio letterario internazionale “Città di Pomigliano d’Arco”, la cui fondatrice, Tina Piccolo (famosa poetessa italiana), è anche l’autrice della prefazione del libro stesso.

24
apr
11

Inti-Illimani

di: Livia Smoraldi

Il gruppo, che prende il nome da Inti (sole) ed Illimani (cima della catena delle Ande) si forma nel 1967 nell’ambito del movimento cileno della Nueva Canciòn Chilena, tutt’ora attivo. Nel 1973, gli Inti-Illimani furono costretti all’esilio forzato in Italia a seguito del colpo di stato di Augusto Pinochet, che durerà fino al 1988.

Durante l’esilio, i musicisti appoggiano le campagne per la restaurazione della democrazia nel Cile e proseguono la loro attività musicale.

La formazione della tournée in Italia era: Max Berrù, José Miguel Camus, Jorge Coulon, Horacio Duran, Horacio Salinas e José Seves, e tale formazione rimarrà stabile fino al 1978. Alcuni componenti escono dal gruppo e vengono rimpiazzati in seguito con altri musicisti. Nel 2004 Horacio Duran con Salinas e Seves, che erano usciti dal gruppo, formano un’altra band: Inti-Illimani Històrico. Vista l’importanza dei componenti fuoriusciti, si pone il problema di chi debba mantenere il marchio di Inti-Illimani divenuto anche rappresentativo di una società artistica. Ma le due formazioni continuano tutt’oggi il proprio lavoro anche se il problema non è stato ancora risolto.

Gli inti-illimani usano strumenti di origine popolare come la zampoña,le maracas, il guiro, la quijada, e strumenti di musica colta come il violoncello, il contrabbasso ed il violino.

Il loro repertorio comprende brani e musiche tradizionali, brani di altri autori cileni pur utilizzando anche testi di poeti come Pablo Neruda.

24
apr
11

DGM + Winter of life

di: Pasquale Del Prete

Un venerdì come tanti altri si apprestava a passare per alcuni, ma altri non vedevano l’ora che arrivasse questo giorno, ovvero qualcosa che per quelli che non vivono nella nostra realtà campana non possono percepire: ovviamente parlo della musica live di qualità e della serata dei DGM e Winter Of Life. Arrivato al locale mi è sembrato di essere catapultato direttamente negli anni ottanta.

Infatti, appena si entra, si viene assaliti da pezzi dei Motley Crue, AC/DC e tanta buona musica che fa da colonna sonora all’ambiente che a mia detta, era bellissimo. Si poteva vedere gente giocare a biliardo, oppure bere pinte di birra con gli amici aspettando in modo piacevole l’inizio del concerto. Entrando nell’altra sala e dopo essermi preso qualcosa da bere, noto che al centro, piazzato in bella vista, si trova un palco di tutto rispetto, dove tutti gli ampli compreso l’impianto audio e mixer sono già belli e pronti. Si fanno circa le undici ed è quindi arrivato il momento per i Winter Of Life di salire sul palco e di aprire questa splendida serata.

I sei ragazzi iniziano subito con la giusta carica, un sound davvero ben studiato con un’ottima acustica, bellissime alcune parti dove cantano addirittura in sei. La batteria è suonata senza nessuna sbavatura quasi in una sincronia pazzesca con il basso, le tastiere e le chitarre non sono da meno, ma una lode va davvero al cantante che riesce a dare la giusta carica quando serve e la giusta interpretazione nei pezzi più lenti. Ovviamente la band, già ben rodata in sezione live, riesce a divertire il pubblico tra un pezzo e un altro intrattenendolo in un modo poco formale, riuscendo a interagire con il pubblico molto bene e ricevendo anche molti applausi e inni incitatori.

La serata dei Winter Of Life finisce con un bellissimo bis urlato alla paranoia dai fan, richiesta che puntualmente non è stata disattesa. Alla fine del pezzo, con un bel senso di spirito di cooperazione, il gruppo annuncia i famigerati DGM, con la consapevolezza di aver dato un bel contributo alla serata. Siamo quasi alla mezzanotte quando sul palco salgono i DGM: i nostri non hanno certo bisogno di presentazioni, data una carriera ormai ventennale ed un’esperienza live davvero impressionante.

La band suona in un modo davvero unico, molto ben affiatati, molto energici, ma anche molto precisi sui suoni e sui cambi di ritmo: davvero impressionanti. Si denota tutto il bagaglio tecnico del gruppo: ogni singolo membro è un vero concentrato di bravura. La serata prosegue e dopo il primo pezzo, il singer presenta la band al pubblico, sottolineando come sia difficile portare qualcosa di inedito e musicalmente valido in giro per l’Italia. Arrivati a circa metà esibizione, la band presenta il singolo che gli ha addirittura permesso di suonare oltreoceano, “Hereafter”.

Da qui in poi il delirio più totale, il pubblico inizia a cantare a squarciagola e s’inizia a percepire una carica immensa dopo ogni brano proposto dalla band, dove trovano spazio pezzi potenti e melodici ed anche una bellissima ballata. Addirittura, ad un certo punto della serata, si poteva usufruire di una bevuta gratis offerta dalla band e dal locale al pubblico: in pratica, ognuno poteva avvicinarsi al bancone per bere, mentre la band continuava imperterrita a sonare il proprio repertorio. Arrivati alla fine del concerto, non poteva non esserci un bis anche da parte dei DGM, a conclusione cosi di una magnifica serata.

A dire il vero tutto sì e concluso nel dopo live, tra bevute, sorrisi e svariate foto richieste dai fan alle band che, fino a cinque minuti prima stavano regalando delle grandissime emozioni sul palco.

24
apr
11

DEATH NOTE

di: Daniele Coppola

Un ragazzo, un demone e un quaderno per l’anime rivelazione degli ultimi anni.

Negli ultimi anni il livello degli anime prodotti e arrivati in Italia, salvando alcuni titoli, non è stato particolarmente alto, specie perché quasi tutti hanno trattato temi sostanzialmente simili e alquanto banali. Si prenda ad esempio Yu-gi-ho, Bey Blade, Ben 10  e  Naruto, che sebbene sia decisamente più interessante degli altri,  ha comunque dovuto fare i conti col consueto pessimo adattamento dei dialoghi e con le pesanti censure operate da  Mediaset che per Naruto, così come per I Cavalieri Dello Zodiaco, si è servita di un irritante filtro decolorante per le scene dove fosse presente anche una sola goccia di sangue. Gli amanti del genere comunque sanno che, se vogliono vedere anime doppiati in modo preciso e senza censure, non devono sintonizzarsi su italia 1 ma su Mtv italia. Proprio Mtv Italia ha trasmesso le avvincenti vicende di Light Yagami, il protagonista di Death Note, l’anime che ha un ribaltato le tematiche trattate negli ultimi anni, riscuotendo sia in patria che in tutto il mondo un successo stratosferico.

L’anime Death Note è tratto dal fumetto omonimo di Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata e narra  di Light Yagami  uno studente modello, probabilmente il migliore del Giappone, che  si ritrova tra le mani per caso questo strano quaderno, il Death Note, lasciato cadere sulla terra dallo Shinigami (dio della morte) Ryuk. Quest’ultimo ha lasciato cadere sulla terra il quaderno per vincere la noia che lo attanaglia e spera che qualche umano lo raccolga e cominci ad usarlo. Il quaderno include le istruzioni d’uso che Ryuk ha volutamente scritto in inglese di modo che chiunque lo raccolga, bene o male, riesca a capire come usarlo.

Light in un primo momento è scettico: chi effettivamente può credere al fatto che se si scrive il nome di una persona su di un quaderno questa muore? Sul quaderno è possibile scrivere anche le cause della morte ma  anche nel caso in cui non siano scritte esplicitamente la vittima morirà per arresto cardiaco quaranta secondi dopo che il suo nome è stato scritto nel quaderno. Inoltre è assolutamente necessario conoscere il viso della persona che si intende uccidere di modo che non si uccida la persona sbagliata. Lette le istruzioni, quasi per gioco, Light comincia ad usare il quaderno, decide quindi di uccidere un delinquente che ha preso in ostaggio dei bambini in un edificio. Non avendo scritto la causa del decesso, la vittima muore di arresto cardiaco. Sconvolto, Light decide che è tempo di saggiare ulteriormente il quaderno e uccide un uomo che tenta di stuprare una ragazza questa volta scrivendo la causa della morte. Oramai non ci sono più dubbi, il quaderno funziona e Light si autoproclama pulitore del mondo. Comincia ad uccidere tutti i criminali che gli vengono in mente, in pochi giorni eliminando più di sessanta persone, tanto che lo stesso Ryuk si stupisce della brama omicida che pervade Light.

Ad ogni modo la polizia capisce che c’è qualcuno che sta “facendo sparire” questa gente in modo strano. Cominciano le indagini e a capo di tutto viene posto L, un ragazzo dotato di una intelligenza paragonabile a quella di Light. Ben presto la polizia richiede anche l’intervento di Light per le indagini. Il possessore del Death Note, fingendosi amico di L, lo convince a farsi dire il suo vero nome per poi ucciderlo.

Ma L ha sempre saputo che Kira, così viene definito questo misterioso giustiziere, è in realtà Light e alla sua morte le indagini vengono affidate a Near (N) e Mello (M). In realtà ad uccidere insieme a Light c’è un’altra persona, Misa Amane, una star della televisione cui è stato affidato il quaderno della morte dallo Shinigami Rem. Il quaderno di Misa apparteneva allo Shinigami Gelus che, innamoratosi di Misa, la salva uccidendo colui che voleva ucciderla, per questo motivo Gelus muore e Rem decide di affidare il quaderno a Misa. Ryuk e Rem spiegano a Light e Misa che per coloro i quali hanno usato il quaderno della morte, non esiste né l’inferno né il paradiso ma questo non sembra spaventare i ragazzi che continuano nella loro opera di pulizia del mondo fino a quando non vengono fermati da Near.

L’adattamento della serie è stato curato da Panini video. In realtà del cartone esistono due doppiaggi, uno per la messa in onda su Mtv leggermente edulcorato e l’altro senza censura alcuna per l’edizione dvd. Ad ogni modo la versione di Mtv è molto fedele all’originale, solo alcune frasi o circostanze ritenute offensive, blasfeme o troppo violente sono state in un certo senso addolcite.

Un esempio può essere il discorso che Light fa a Near quando viene scoperto. Nella versione di Mtv dice: “L’essere Kira fa di me il padrone di un nuovo mondo”, espressione preferita all’originale: “il Dio di un nuovo mondo”. Inoltre nella versione di Mtv il suicido di Mikami viene del tutto tagliato anche se l’ultimo episodio è stato trasmesso in versione integrale a mezzanotte dopo l’abituale appuntamento delle ventidue.

06
feb
11

Cronaca di una caduta inaspettata

di: Vincenzo Silvestre

Dopo appena 10 mesi di governo la giunta guidata dal Sindaco Silvestre finisce la sua corsa nel peggiore dei modi.

Le divisioni nella maggioranza erano ormai note a tutti, ma nulla lasciava presagire una cosi rapida evoluzione.

Immediatamente dopo le elezioni erano iniziate le manovre interne che avevano portato alla formazione di almeno 3 gruppi: quello degli ex AN, delusi dopo l’assegnazione delle deleghe assessorili, che avevano iniziato fin da subito a flirtare con la minoranza, per poi rientrare nei ranghi solo dopo il niet rifilatogli dall’opposizione.

Un altro era quello guidato dall’Assessore Chianese che facendo leva sull’insoddisfazione di diversi componenti della maggioranza su singole questioni era riuscito a raggruppare intorno a sé il Vicesindaco Picardi, l’Assessore Morelli e i Consiglieri Di Francesco e Piccolo. Infine c’era il gruppo del Sindaco formato dai rimanenti Assessori e Consiglieri di maggioranza.

Tuttavia la mediazione politica aveva consentito una navigazione in apparenza tranquilla almeno fino al disastro prenatalizio, che ha portato alla prematura fine della consiliatura senza nemmeno passare attraverso una crisi.

Il tutto si è svolto nel giro di circa 48 ore. Infatti è bastato un  colloquio tra un consigliere di maggioranza che, di sua sponte, si era incontrato con un suo omologo di opposizione, a far circolare la voce infondata di un disegno del Sindaco per portare in Amministrazione 3 Consiglieri dall’opposizione e allontanare i 5 del gruppo Chianese.

Questi ultimi appresa la falsa notizia reagivano dapprima disertando il Consiglio Comunale del 21 dicembre, per poi all’indomani presentare, d’accordo con l’opposizione, le proprie dimissioni precedute però di qualche ora da quelle del Sindaco, che in extremis aveva rimesso il mandato con l’intenzione di prendere tempo e intavolare una sorta di trattativa con i dissidenti nel tentativo di evitare lo scioglimento del Consiglio Comunale.

A sostegno del gesto del gruppo dei 5 le motivazioni addotte sono le più svariate e vanno dalla richiesta di maggiore trasparenza nella gestione dei concorsi per dipendenti comunali alla vicenda basolato di Via Barone Rocco Galdieri passando per l’esternalizzazione dei tributi. Tutte questioni certamente importanti ma che difficilmente possono essere la causa reale di un decisione cosi pesante. Non è da escludere che ci fosse un piano preordinato e che i recenti fatti abbiano offerto il pretesto affinché si potesse compiere.

È noto che in politica parole come fedeltà e tradimento, abbondantemente usate nelle ultime settimane, hanno scarso valore, più dense di significato sarebbero lealtà e senso di responsabilità.

Ma nonostante questo appare evidente come alle radici della disfatta dell’Amministrazione ci siano degli errori, in parte riconosciuti, nella composizione della lista e nella gestione della maggioranza uscita vincitrice dalla competizione elettorale; la sottovalutazione della formazione di gruppi si è rivelata, infatti, fatale.

Di fatto Casandrino si ritrova in una condizione che credevamo appartenesse ormai al passato. La stabilità amministrativa che aveva permesso di recuperare, almeno parzialmente, il gap che ci divideva dagli altri Comuni sembra ormai essere solo un ricordo. In attesa di scoprire la data della prossima tornata elettorale in paese impazza il totolista, le probabili formazioni sembrerebbero essere almeno 3: una sarebbe quella del Sindaco uscente intenzionato a ricandidarsi per continuare il lavoro condotto in questi ultimi 6 anni e portare a termine il suo ciclo.

Un’altra sarebbe quella del gruppo dell’opposizione che difficilmente confermerebbe la leadership di Volpe, molto più probabilmente sarebbe guidata da qualcuno dei  Chianese. La terza infine dovrebbe far capo a Di Lorenzo (Alfredo) che non accetterebbe di fare nuovamente da gregario. E poi potrebbe esserci quella del PD  che recentemente attraverso manifesti e volantini ha esplicitamente condannato il gesto del suo giovane Consigliere Di Francesco (giovane vecchio) e ha dichiarato chiusa (per quanto li riguarda) la stagione delle liste civiche anche se in pochi, anche tra i militanti, sarebbero pronti a scommettere su una lista di partito.




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