Di: Pierfrancesco Picardi
È stato un mese infuocato quello della recente campagna elettorale per le amministrative a Casandrino. Una competizione dai toni avvelenati, in cui ne abbiamo viste di tutti i colori. Dai volteggi di libri di poesie lanciati per aria da un palco (è sempre meno faticoso che leggerli) allo spumante stappato prima ancora di accaparrarsi il primo gradino del podio (rito immancabilmente foriero di cattiva sorte). Due candidati sindaci si sono fronteggiati invocando per sé e per le rispettive liste civiche il verdetto dei cittadini elettori e quel verdetto è stato inequivocabile. Antimo Silvestre e gli undici consiglieri eletti con la lista Alleanza nei Valori saranno maggioranza per la prossima consiliatura. La squadra di Rinnovati Casandrino, pur fiduciosa nella “vittoria finale” fino a poco prima degli scrutini, al punto da apparire tracotante, ha fatto “flop”, un tonfo la cui eco non sembra essersi ancora spenta.
Sarà dai banchi dell’opposizione che il consigliere Alfredo Di Lorenzo redigerà la querela contro questo giornale, già più volte ventilata nelle settimane prima del voto. Giacché riteniamo Di Lorenzo una persona coerente, siamo certi che provvederà ad estendere la denuncia anche agli agenti delle forze dell’ordine che nel ’91 stilarono l’informativa sulle infiltrazioni camorristiche nel comune di Casandrino.
E, se non il Presidente Emerito Francesco Cossiga (per morte del reo), almeno coinvolgerà l’allora ministro dell’Interno Scotti, che quel provvedimento di scioglimento lo firmò. Costoro evidentemente concordavano sul fatto che in quegli anni Casandrino attraversasse (al di là delle responsabilità personali, nel merito delle quali nessuno qui si è addentrato) una stagione politica segnata “dalla commistione politica-malaffare”. Ergo, meritano quanto noi di risponderne davanti alla magistratura.
Querele volanti a parte, la minoranza ha già provveduto ad affiggere un manifesto di ringraziamento all’elettorato dai toni che appaiono fin troppo concilianti per chi aveva promesso davanti alle telecamere di erigere fantomatiche “barricate” (si spera solo metaforiche) a difesa del paese minacciato dalla mala politica di Silvestre e dei suoi.
Ciò premesso va rilevata la discreta e forse inaspettata affermazione personale di Di Lorenzo che, pur non potendo vantare la presenza in lista dei cavalli di razza che hanno tirato la volata per la vittoria di Alleanza nei Valori, ha dimostrato comunque di disporre di un ampio bacino elettorale al quale attingere.
Le cifre però, come si diceva in premessa, parlano chiaro. Con 4075 voti i casandrinesi riconfermano la fiducia nella compagine guidata da Antimo Silvestre, chiedendo la prosecuzione dell’attività amministrativa bruscamente interrotta dall’insano gesto dei famosi 5 dimissionari.
Anche per il neoeletto sindaco il compito da svolgere si preannuncia del resto tutt’altro che agevole. Posto che le deleghe assessorili saranno assegnate, come vogliono alcune indiscrezioni, ai cinque candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze, potrebbe rivelarsi necessario, in un futuro non troppo remoto, tenere a bada le ambizioni di qualche puledro recalcitrante.
Si spera che la concreta azione amministrativa di cui Casandrino ha bisogno non sia anche stavolta pregiudicata da repentini cambi di casacca o dagli esasperati personalismi che hanno caratterizzato la recente politica locale. Complicazioni queste in parte fisiologiche quando la scena pubblica assiste alla scomparsa dei partiti a favore delle liste civiche costruite secondo criteri di puro calcolo elettorale. È il principale motivo che ci spinge ad auspicare il ritorno nella nostra cittadina, superata questa interminabile fase di transizione, di formazioni politiche più omogenee e dai contorni meglio definiti.
Nell’immediato però ciò che i casandrinesi si aspettano dal nuovo esecutivo è molto più semplice. Risposte chiare e rapide a problemi impellenti: tributi, verde pubblico, spazzatura, politiche giovanili, vivibilità generale del paese sono solo alcune delle questioni con le quali dovrà cimentarsi la nuova giunta.


















